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| Nel suo viaggio in Italia nel 1786, Johann Wolfgang Goethe
fu rapito dalla bellezza del Lago di Garda; da nordico ne descrisse addirittura
entusiasta il clima, quasi incredulo vedendo in fiore limoni e palme. |
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Quest'immensa
conca d'origine glaciale
con Arco, Riva e Nago-Torbole, soglia-confine fra l'ambiente dolomitico ed
il sud, con il suo clima tipicamente mediterraneo, dolce e mite
anche l'inverno,
non poteva non essere punto d'attrazione fin dal secolo scorso per i viaggiatori
attraverso l'Europa. La vegetazione è ricca: olivi, agrumi, palme, oleandri si susseguono rispecchiandosi nelle acque del Lago, il più grande d'Italia, racchiuso fra le pareti a picco delle montagne che gli fanno corona creando un effetto paesaggistico unico. Ed è in questa sintesi, fra acque e rocce, che vanno ricercate le mille opportunità di svago, tutte consumate al cospetto o con la complicità del Grande Soggetto, il Lago: vela o windsurf sulle onde mosse dalla quotidiana "ora", il vento che trasforma quest'area in un campo di regata davvero portentoso. |
Oppure il free climbing sulle levigate pareti alla Spiaggia delle Lucertole, il parapendio spiccando il volo dal Monte Baldo e sorvolando per ore lo specchio d'acqua, ed altre mille possibili escursioni. Del clima prodigo beneficia anche Arco, nell'immediato entroterra di Riva, che fu celebre "Kurort", rinomatissimo luogo di cura nell'epoca asburgica. | |
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