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Il colore rosso bruno delle rocce porfiriche
fa intuire come milioni d'anni fa la Catena del Lagorai sia nata da stravolgimenti
e sommovimenti
anche vulcanici: oggi quelle montagne sono il regno del Grande Silenzio,
paradiso per gli appassionati del trekking in cerca di spazi aperti e tranquillità,
d'una rigenerante full immersion nella natura. |
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Un altopiano verde dai dolci profili,
punteggiato di piccoli paesi nei quali la vita scorre equilibrata
dal ritmo delle stagioni, distribuiti lungo
l'antico tracciato fra Trento e Feltre: è il Tesino, con la parte più meridionale
della Valsugana. In questi luoghi l'accoglienza è improntata alla semplicità e alla schiettezza, la vacanza stessa sarà influenzata dal paesaggio che induce alla distensione ed alla contemplazione; mentre chi lo voglia, percorsi appena pochi chilometri attraversando pascoli e campi, potrà giungere al cospetto delle grandi montagne del Lagorai e Cima d'Asta che durante la Grande Guerra furono percorse dalla linea di fronte fra Italia ed Austria. Anche quanto resta di quel periodo - trincee, baraccamenti, caverne e camminamenti - costituisce un motivo d'interesse in più. Ricche d'acqua, flora e fauna, queste montagne alternano versanti selvaggi e scoscesi ad altri più dolci ed accessibili, lungo i quali greggi di pecore pascolano fin oltre i duemila metri. |
Poco frequentata perché priva di punti appoggio come i moderni rifugi alpini, la Catena del Lagorai - costellata però di malghe piccole e grandi nelle sue infinite valli e vallette - ed il vicino massiccio di Cima d'Asta, sono per chi ami l'escursione una grande wilderness. Comodi sentieri tagliano i fianchi delle montagne le cui creste sono altrettanto agevolmente percorribili, molti tracciati ricalcano i percorsi battuti dai cacciatori mesolitici, dei quali sono state trovate svariate tracce, od in epoche più recenti da pastori e "kròmeri", i venditori ambulanti che passavano di valle in valle. A farvi compagnia, oltre agli amici di gita, non mancheranno caprioli e camosci, l'aquila reale, le marmotte e soprattutto il Grande Silenzio, quasi sacrale, che tutto avvolge. | |
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