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Ciò che balza agli occhi attraversando la Vallagarina, antica
via di scorrimento fra il nord dell'Europa e la pianura italiana, è l'armonico
susseguirsi dei castelli e dei filari di viti in un paesaggio reso dolce
dalle colline e soltanto sui fianchi chiuso dalle montagne, secondo la
caratteristica conformazione glaciale. |
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Si scorge
nettamente la linea di guardia secondo la quale vennero disposti i manieri
a controllo dello strategico punto obbligato di passaggio: Castel
Beseno, vera e propria cittadella
fortificata, Castel Pietra poco più a sud, quindi Castel Noarna ed infine quello
di Sabbionara d'Avio. Nel fondovalle, caratteristica dominante sono gli sterminati filari di viti dai quali si producono vini bianchi e base spumante, rossi fra i quali spicca il celebre Marzemino, celebrato anche da Mozart nella sua opera Don Giovanni. Ed il grande musicista salisburghese legò proprio a Rovereto il suo nome, esibendosi giovanissimo nel suo primo concerto pubblico. Sospesa fra questa e mille altre antiche memorie, la città ha consolidato nel corso dei secoli una sua marcata impronta di polo culturale aperto al sud e contrapposto ad una più nordica Trento. |
Nel suo cuore storico, Rovereto è percorsa da vicoli e campielli, segnata da piazzette e porticati che paiono rubati all'architettura veneziana come i sobri palazzi dei mercanti e degli artigiani della seta (la bachicoltura fu attività fiorentissima nell'intera valle). Se Mozart è omaggiato ogni anno con un ciclo di manifestazioni, ad un illustre roveretano, Fortunato Depero - capofila del futurismo - è intitolato un Museo ricavato nella casa dove visse. Altri personaggi celebri, a testimonianza della vitalità culturale di questa città, furono il musicista Riccardo Zandonai ed il filosofo Antonio Rosmini. Fra gli altri monumenti, la grande Campana dei Caduti ed il Museo della Guerra ordinato nel Castello di Rovereto. Recentemente un nuovo ed attualissimo motivo d'interesse scientifico, o di semplice curiosità, è stato innescato dall'effetto ]urassic Park: sulle pendici del Monte Zugna, pochi chilometri a sud di Rovereto, sono state ritrovate alcune piste con impronte lasciate milioni d'anni fa dai dinosauri. | |
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